lunedì 29 settembre 2014

Nel Parco di Monza: la sede Rai Way

In questi giorni, grazie all'evento 'Ville Aperte in Brianza', ho la possibilità di visitare luoghi che solitamente non sono accessibili al pubblico.
Lo scorso venerdì ad esempio sono entrata nella sede Rai Way che si trova proprio nel Parco di Monza.
Questa struttura è stata inaugurata nel 1954 come centro di controllo radiotelevisivo, in sostituzione di quello già esistente a Sesto Calende che era diventato inadeguato alle nuove esigenze tecniche di quel periodo.


La scelta del luogo dove edificare il nuovo centro di controllo cadde proprio sul Parco di Monza perchè occorreva un ampio terreno pianeggiante, sufficientemente distante dalle montagne, lontano da edifici (il Parco di Monza, non dimentichiamolo, è il più grande parco recintato d'Europa) e che fosse ottimale per la ricezione e perciò non disturbato da linee elettriche ad alta tensione.


Il progetto fu affidato al famoso architetto Giò Ponti, che realizzò una struttura a forma di antenna parabolica con criteri tecnico-scientifici all'avanguardia per l'epoca, ma che ancora oggi si dimostrano funzionali e modernissimi.
La foto sopra mostra com'era allora.
Da notare il bel color rosso geranio scelto da Giò Ponti per sottolineare l'architettura e che invece nel tempo, chissà perchè, hanno ricoperto di nero.


La parte anteriore dell'edificio ha una forma curvilinea ed era destinata, come lo è tuttora, ad ospitare le apparecchiature di controllo.
Nelle finestre a nastro si specchia la vegetazione circostante del parco.


Nella parte posteriore dell'edificio, un corpo quadrato ospitava gli alloggi del custode e dell'ingegnere-direttore addetto all'impianto, mentre ora è adibito a locali-mensa.
Nella foto qui sotto, un modellino in legno vi fa capire meglio l'intera struttura.


All'interno sono ancora conservati alcuni arredi originali, disegnati anche questi da Giò Ponti, come il salottino, consunto dal tempo, visibile all'ingresso


e la famosissima sedia 'Leggera', di nome e di fatto...


Anche i mobiletti con il piano di fòrmica color verde menta che si incontrano lungo il corridoio portano la firma dell'architetto e sono tuttora utilizzati, così come sono in uso ancora oggi tutti i suoi lampadari...


Originali dell'epoca sono anche le porte di legno laccato.
Pare che il direttore di allora abbia espressamente richiesto a Giò Ponti che sulle porte dei locali destinati alle apparecchiature fosse inserito un riquadro di vetro, per poter controllare i dipendenti al lavoro, soprattutto durante il turno di notte


All'epoca nel centro lavoravano 26 dipendenti mentre ora ce ne sono solo 13


Durante la visita siamo stati accompagnati da due guide d'eccezione, una architetto che ci ha ampiamente descritto e fatto apprezzare la bellezza del lavoro di Giò Ponti anche nei più piccoli dettagli, e l'attuale ingegnere-direttore del centro, prodigo di spiegazione tecniche ma di cui, ammetto la mia profonda ignoranza in materia, ho capito poco.
Oltre a vedere l'interno di questo misterioso edificio 'vietato al pubblico', siamo stati accompagnati anche nella parte posteriore, non visibile dalle strade del parco


da dove è possibile osservare meglio la famosa 'torretta', realizzata interamente in legno e vetro e utilizzata per gli ascolti in onde medie


Per me è stata invece una vera sorpresa, quasi un tuffo nel passato, scoprire che sul retro dell'edificio è presente un piccolo giardino.
Poichè, come ho detto prima, qui c'erano gli alloggi privati del custode e del direttore del Centro, Giò Ponti aveva previsto anche un giardino, nonostante ci si trovasse all'interno del Parco di Monza.


Le piante e gli alberi qui presenti infatti non hanno nulla a che fare con la vegetazione del parco ma rispecchiano benissimo invece il gusto tipico e la moda degli anni '50 in materia di giardinaggio, come la siepe di ligustro che delimita l'area e i maestosi pini.
Al centro del prato c'è un sinuoso laghetto, una volta ricoperto da ninfee e oggi ridotte a un paio di esemplari, ma densamente abitato da pesci rossi.


Il tocco 'esotico' al giardino è dato dal boschetto di bambù


mentre i cespugli sono scelti tra altre piante comunemente utilizzate nei giardini brianzoli degli anni '50 e cioè le ortensie (Hydrangea macrophylla), l'Aucuba japonica dalle foglie maculate di giallo e la Forsythia


Questo giardino usufruisce di regolari interventi di pulizia e manutenzione ma con il passare del tempo l'impianto originario del vialetto in ghiaia, separato ordinatamente dal prato da un cordolo in mattoni...


sta purtroppo lentamente scomparendo...


La visita è poi proseguita nel campo sull'altro lato del viale, dove sono installate le antenne rombiche per la ricezione in onda corta


e la torre alta 54 metri che sulla sommità porta un traliccio rotante che monta antenne VHF e UHF per ogni banda di radiodiffusione e per ogni polarizzazione


Questa torretta inizialmente era color grigio-azzurro, tipico di ogni impianto della RAI ma, durante una delle ultime manutenzioni, il Consorzio del Parco ha imposto che fosse verniciata di verde.
Un'ultima curiosità...
Sulla torre è presente anche un'antenna rotonda e bianca che ormai non viene più utilizzata ma che non viene smantellata in quanto alcuni gheppi, dei piccoli rapaci presenti nel parco, l'hanno trasformata in loro rifugio.

8 commenti:

  1. Interessante!
    Bello il rosso usato da Giò Ponti per le sottolineature e la ringhiera. Dà una botta di colore ed energia e drammatizza un po' il rigore progettuale. Peccato averlo tolto.

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    1. In realtà il rosso originario è stato coperto da più mani di vernice nera, ma questa modifica deve essere stata fatta a pochi anni di distanza perchè io non ricordo di averlo mai visto il rosso.
      Hanno tolto anche la bordura di rose rosse che invece sono ancora presenti in una piccola aiuola sul retro dell'edificio (però sono di colore rosa)

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  2. Una sera ho trovato una coppia di superleggera destinate alla raccolta AMSA! ora, restaurate, sono in bella mostra in Studio!

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  3. Salve,

    questo edificio ha sempre suscitato in me un forte interesse proprio per la sua modernità. Grazie per l'interessante articolo. Mi sono informato e posso confermare che anche quest'anno sarà visitabile. Non vedo l'ora :-).

    --
    alberto

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    1. Grazie Alberto per il tuo aggiornamento.
      Allora...buona visita! :-)

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  4. anch'io ho fatto la prenotazione ed ci andrò prossimamente !

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    1. Visto il sempre crescente numero di persone interessate, la visita alla sede Rai Way nel Parco di Monza è stata inserita definitivamente tra gli eventi di 'Ville Aperte in Brianza' che si tiene ogni anno in autunno.
      Buona visita anche a te! :)

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