lunedì 15 settembre 2014

Alla scoperta dell'Orto Botanico di Amsterdam

Questa settimana vi racconterò la mia visita all'Hortus Botanicus di Amsterdam, uno dei più antichi giardini botanici del mondo.
Percorrere i sinuosi sentieri che si addentrano nella vegetazione, visitare le diverse serre, scoprire le collezioni e le piante speciali, è stata per me un'esperienza davvero affascinante e cercherò di raccontarvela al meglio, suddividendo il mio racconto in più post che, vi avviso, saranno parecchi!
Del resto, se leggete il mio blog, un po' di interesse verso le piante dovreste averlo, no?

Con questo primo post vi accompagnerò nell'area all'aperto...pronti a iniziare?
Allora seguitemi!

Innanzitutto qualche cenno storico...
L'Orto fu fondato nel 1638 per la coltivazione di erbe medicinali, in seguito ad una epidemia di peste che aveva colpito il paese: qui medici e farmacisti imparavano a riconoscere le piante e a utilizzarle a scopo terapeutico.


In seguito, tra il 17° e il 18° secolo, furono introdotte anche piante esotiche e ornamentali.
Attualmente l'Orto Botanico di Amsterdam occupa solo poco più di un ettaro di terreno nel centro della città, ma ospita un'enorme ricchezza vegetale e il suo scopo ora è la conservazione delle specie, oltre alla promozione di attività didattiche e culturali.


Per non dimenticare che questo luogo è stato innanzitutto un hortus medicus, c'è un'area che ospita le piante officinali, scelte tra le specie che Johannes Snippendaal, direttore dell'Orto, nel 1646 aveva diligentemente elencato in un catalogo.
C'era però un problema...
A quel tempo non esisteva ancora la nomenclatura binomiale (che sarebbe stata introdotta da Linneo a partire dal 1753) e le piante erano spesso indicate con lunghi nomi descrittivi.
E' stato perciò necessario un lungo e paziente lavoro di ricerca e di comparazioni con erbari essiccati per 'tradurre' i nomi elencati nel catalogo.
Il risultato di questo lavoro lo si può vedere oggi nell'area dell'Orto Botanico chiamata proprio 'Snippendaal Garden'



Poco più avanti si incontra l'Halfrond (emisfero, in italiano) un ordinato giardino formale a semicerchio, con aiuole delimitate da siepi di bosso.


Si tratta di un 'giardino sistematico'  dove cioè le piante vengono raggruppate secondo la più recente sistematica molecolare (APG) che si basa sulla similarità tra materiale genetico.
Questo giardino perciò offre una panoramica del rapporto che esiste tra famiglie di piante differenti. 


Lo stagno riscaldato ospita poi una delle piante più famose dell'Orto Botanico, la Victoria, una ninfea gigante, le cui foglie possono raggiungere un diametro di 2 metri.
In passato era coltivata in serra ma dal 2002 si è deciso di portarla a fiorire in uno stagno esterno e da allora ogni anno l'esperimento si ripete, alternando però un esemplare di Victoria amazonica con uno di Victoria cruziana.
A me è toccato l'anno della Victoria cruziana... 


La Victoria cruziana proviene dal Mato Grosso, in Brasile e ha meno problemi della V. amazonica con le basse temperature


Nell'Orto vengono coltivate più di 6000 piante di oltre 4000 specie differenti.
Tra queste ci sono quelle che vengono definite 'I gioielli della corona' ovvero quelle piante di cui l'Orto va particolarmente fiero.
Passeggiando lungo i vialetti si incontrano ad esempio i 23 alberi monumentali, ognuno con la propria interessante storia da raccontare.
Tranquilli, ve ne mostro solo due...

Questa imponente Catalpa bignonioides ha 150 anni


e non passa inosservata per il suo bellissimo tronco contorto...


mentre questo gigantesco Corylus colurna è stato piantato qui nel 1797 e quindi ha più di 200 anni


ed è comunemente chiamato Nocciolo turco.
Ai suoi piedi c'erano anche tantissime nocciole, avvolte in 'ricci' molto sfrangiati


Addentrandosi tra la vegetazione, si scoprono anche interessanti collezioni come quella delle Fuchsia, con esemplari che provengono non solo dal Sud-America ma anche dalla Nuova Zelanda e da Tahiti.
La maggior parte di queste piante viene riparata in serra durante l'inverno ma alcune tra le più rustiche vengono lasciate all'aperto e sorprendentemente riescono a sopravvivere alla rigidità del clima locale.


La collezione più interessante per me è stata però quella delle Hydrangeacee che formava un vero e proprio boschetto.
Questo alberello è ad esempio una Hydrangea paniculata


Il cartellino non riportava l'anno di impianto di questa ortensia: mi sarebbe piaciuto saperlo, visto che ho la stessa pianta nel mio giardino!


Tra le Hydrangeacee ne ho scoperto una che non conoscevo, la Kiringeshoma palmata, nativa del Giappone, dai boccioli sferici che si aprono in fiori campanulati



Naturalmente c'è ancora tantissimo da scoprire in questo fantastico Orto Botanico, tante meraviglie e tante curiosità tra cui una pianta di sole due foglie che non muore mai (ma non è di plastica) e perfino una pianta tenuta in gabbia (ma non è pericolosa)...

Tutti i post dedicati all'Orto Botanico di Amsterdam:
 La serra delle farfalle e la pianta 'che-non-muore-mai' 
Un fossile vivente: la Wollemia nobilis 
La serra dei tre climi 
La serra delle palme 
Una passeggiata nell'Orto Botanico 


2 commenti:

  1. WOW!! Che bel giro ti sei fatta! Ma quella fucsia resiste fuori o è una di quelle che vengono messe in serra durante l'inverno?

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    1. Quella della foto è una Fuchsia magellanica Riccartonii ed è una di quelle coltivate in terra e che quindi non vengono trasportate in serra.
      Tieni presente però che nell'Orto Botanico di Amsterdam si è creato un microclima particolare che consente a diverse specie la sopravvivenza al clima invernale del luogo.

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