martedì 15 luglio 2014

I prati di montagna, una ricchezza da preservare

Qualche giorno fa mi trovavo a Livigno, un paese situato a Nord delle Alpi, su un altopiano circondato dalle Alpi Retiche, a 1800 mt di altitudine


Il paesaggio è spettacolare e le case sono circondate da verdi praterie che, a partire dalla primavera, si ammantano di molteplici fioriture


Ci sono prati dove Asteracee, Lamiacee e Ranucolacee insieme creano differenti sfumature di giallo ma anche campi completamente rosa, per la predominanza di Persicaria bistorta nota anche come Bistorta officinalis...


una Polygonacea che deve il nome al suo rizoma, cilindrico e contorto, spesso ripiegato a U



Le praterie più belle però sono quelle che si incontrano allontanandosi dal paese, ovvero quelle dove l'intervento dell'uomo è minimo o del tutto assente.
Qui è dove si incontra una flora davvero varia e sorprendente come, ad esempio, la Sanguisorba officinalis che punteggia la ondeggiante marea erbacea...


Le belle foglie dentate della Sanguisorba formano dei cespugli tondeggianti dai quali si innalzano i lunghi ed eleganti steli delle infiorescenze purpuree


Queste variopinte praterie hanno molto da rivelare, come l'Anthyllis vulneraria che crea vivaci macchie di colore giallo


mentre il Timo forma densi tappeti violacei


e anche le piante più comuni contribuiscono a dare delicate pennellate di colore...


come il bianco crema dei tondi capolini del Trifolium montanum...


e il delicato giallo-paglierino delle corolle di Hieracium hoppeanum.


La pagina inferiore delle foglie di quest'ultimo è ricoperta da una morbida peluria che contorna anche il margine, da cui dipartono i caratteristici e lunghi peli bianchi.
Quante cose sfuggono ad una veloce e superficiale osservazione...


Dove l'erba si dirada, lasciando affiorare il substrato roccioso, compare anche il tocco blu della Phyteuma betonicifolia


comunemente conosciuta come Raponzolo di montagna


insieme alla Viola tricolor e alla piccola Veronica chamaedrys


ma, se si osserva attentamente il terreno da vicino, è facile scoprire anche la presenza del Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum), il più piccolo tra i Semprevivi italiani, dai fiori rosso-porpora con una venatura centrale molto accentuata


Ma c'è ancora tanto da scoprire!
I prati di montagna infatti presentano una ricchissima flora e in genere si possono contare da 30 fino a 80 specie differenti...un vero paradiso botanico!
E' evidente insomma la diversità tra questi prati e quelli che circondano le case del paese dove i frequenti e precoci tagli dell'erba creano evidenti squilibri, con la predominanza di alcune specie e la scomparsa di altre. 
La conservazione delle praterie di montagna è garantita invece da una coltivazione di tipo estensivo, ovvero con uno sfalcio annuale tardivo e l'apporto di concimazioni molto parche, fatte unicamente con letame maturo.

Tutto ciò rientra nella conservazione del paesaggio tradizionale e della biodiversità degli ambienti e alcune Amministrazioni comunali montane, erogando contributi, incentivano la salvaguardia di questo patrimonio unico e irripetibile.




2 commenti:

  1. grazie,da non dimenticare la varietà di farfalle impollinatrici.

    Gian

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    1. Certamente, Gian!
      La conservazione del patrimonio botanico è allo stesso tempo garanzia di conservazione del patrimonio faunistico, farfalle e insetti bottinatori compresi.
      ciao!

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