lunedì 14 luglio 2014

La piccola estate

Ho letto 'La piccola estate' di Lidia Zitara.


Racconta di due giardini, ma non è un libro di giardinaggio.
E' invece l'esordio nella narrativa di una voce autorevole del giardinaggio italiano.
Nel romanzo le piante ci sono, eccome se ci sono, e sono anche citate con la corretta nomenclatura binomiale (l'unico errore l'ho trovato per la Calibrachoa scritta con due elle, ma sono più che certa che l'errore non sia imputabile a Zitara, a meno che non sia intenzionale) ma ciò non lo rende per niente ostico neppure a chi di giardinaggio non sa nulla.
Nel romanzo però c'è un seme che, pur non essendo catalogato in nessun testo di botanica, ognuno di noi, ogni essere umano a qualsiasi latitudine, ha coltivato almeno una volta nella sua vita ed è il seme dell'illusione.
E' questo il seme che accomuna i due giardini del racconto e che, come tutti noi abbiamo sperimentato, è difficile che una volta germogliato cresca forte e robusto, il più delle volte appassisce e muore con amarezza. 
Non voglio raccontare nulla della trama perchè, essendo un romanzo breve che si legge agevolmente in due sere, mi parrebbe di derubare i lettori del piacere della scoperta.
Non conoscendo di persona Zitara, non so quanto ci sia di autobiografico in questo scritto, ma di sicuro c'è la sua competenza botanica. 

Devo dire però che con questo romanzo Zitara mi ha sorpreso.
Mi ero fatta di lei l'idea di una persona certamente colta e appassionata, dal giudizio autonomo e irriverente, ma anche impulsiva, polemica e spigolosa, insomma una che comunemente verrebbe definita 'con un brutto carattere'.
Nella 'Compagnia del Giardinaggio' che ho frequentato diversi anni fa e di cui Zitara è uno dei fondatori, ricordo ancora oggi i suoi giudizi taglienti.
Il suo blog Giardinaggio irregolare, che da tempo invece seguo silenziosamente, porta il sottotitolo 'Chi scrive di giardini deve sempre avere il coraggio di dichiarare le proprie opinioni', che sinceramente suona anche un po' minaccioso.
La apprezzo poi moltissimo nella sua rubrica-intervista 'Tea-time' sulla rivista online Blossom zine dove, a dispetto del titolo un po' zuccheroso, in poche righe parla di giardinaggio in controtendenza, offrendo spunti mai banali di riflessione.
 
Insomma mi ha sorpreso perchè da lei mi sarei aspettata un saggio, oppure il seguito del suo 'Giardiniere per diletto', ma mai un romanzo intimo e malinconico.
Un'ultima osservazione...
Un libro non si giudica certo dalla copertina, ma l'illustrazione è bellissima e delicata, quasi struggente ed è stata realizzata dalla stessa Zitara.


 'La piccola estate' di Lidia Zitara è pubblicato da Pendragon.
Lo trovate in vendita online presso la Libreria della Natura e Amazon.  

 


4 commenti:

  1. Pendragon mi ha regalato bei libri di giardinaggio e dintorni. Grazie per la segnalazione.

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    1. Questo però è di narrativa anche se è evidente che la mano scrivente è quella di una giardiniera.
      Mi permetto di consigliarti anche il primo libro di Lidia Zitara 'Giardiniere per diletto', sempre edito da Pendragon, una voce decisamente fuori dal coro dei soliti libri di giardinaggio.

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  2. Grazie Luisella per la tua bella recensione. È vero che appaio molto spigolosa, e in effetti sono un po' misantropa. In questo periodo sento molto un gran bisogno di solitudine. Mi immagino all'Overlook Hotel (ma senza Wendy, Danny, Lloyd o Grady, solo coi miei canetti) a scrivere tutto il giorno in una grande biblioteca, a mangiare panini e spalare neve. Sono molto esigente, ma lo sono anche con me stessa.
    La frase sottotitolo del mio blog è di Vita Sackville West, e neanche lei andava per il sottile quando si trattava di triturare qualcuno, solo che lei è immensa e irraggiungibile.
    L'errore credo sia partito da me, sai? Purtroppo è facile sbagliare le doppie nella nomenclatura, e di sicuro è sfuggito all'editor, che pure è stata scrupolosissima. In una dimensione spazio-temporale differente forse faranno una seconda ristampa, e avrei potuto chiedere il cambio della lastra. In un'altra dimensione, in cui i libri di giardinaggio tirano come quelli porno-rosa!

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    1. Grazie a te, Lidia!
      Ignoravo che la frase fosse di Vita Sackville West mentre comprendo benissimo la fantasia dell'Overlook Hotel.
      Del resto io sono piuttosto asociale, anche nel web.
      Gli errori sono normali nelle prime edizioni, li trovo in tutti i libri anche in quelli di Umberto Eco, è la mia anima di insegnante elementare che continua a riemergere con la matita rossa in mano o forse sono semplicemente una noiosa pignola, chissà...

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