martedì 20 maggio 2014

Un altro tesoro nascosto: i 'Libretti di Monza'

In occasione degli eventi FuoriOrticola, organizzati a Milano durante la settimana di Orticola, ho avuto l'opportunità di entrare nei depositi della sezione Botanica del Museo di Storia Naturale dove sono conservate collezioni e materiale botanico che non trovano posto nelle sale espositive del museo stesso.
Oltre all'erbario, di cui vi ho già raccontato in un precedente post, ho trovato altri tesori nascosti: i famosi 'Libretti di Monza'!
Ne avevo già sentito parlare, sapevo che erano conservati qui e finalmente ho potuto vederli!
Ma di cosa si tratta?
I 'Libretti di Monza' sono un erbario contenuto in scatolette a forma di libro, da cui deriva appunto il nome.


In realtà si potrebbero chiamare 'Herbarium Rainerianum' perchè questo speciale erbario è stato attribuito all'Arciduca Ranieri d'Asburgo, vicerè del Lombardo-Veneto nella prima metà del 1800 e appassionato botanico, che volle raccogliere e catalogare la flora allora presente nei giardini e negli orti botanici della Villa Reale di Monza.
Anzichè conservare il materiale vegetale essiccato sui classici fogli da erbario, veniva creata una scatoletta-libro usando il legno proveniente dalla specie arborea da catalogare.

 
Al suo interno veniva raccolto tutto il materiale essiccato della pianta in questione: foglie, rami in sezioni nei diversi stadi di sviluppo, fiori, semi, polline e anche il carbone derivante, oltre a tutto ciò che era possibile trovare sulla pianta stessa, che fosse muschio o perfino insetti.
Nel caso di frutti deperibili, questi venivano replicati in cera.
La corteccia invece veniva applicata sul dorso del libro.


Ogni libro era perciò una raccolta di tutte le informazioni riguardanti il ciclo vitale dell'albero oggetto di studio, oltre ad essere un manufatto di pregevole fattura, ordinatamente conservabile sugli scaffali di una biblioteca.
Se la pianta in esame era una specie erbacea oppure non aveva un tronco sufficientemente grande da poterne ricavare una scatola, questa veniva realizzata con un legno di altro tipo e sulla copertina esterna venivano applicati gli steli. 


Sul dorso del libro due etichette distinte riportavano il nome latino della pianta e il nome comune con cui era conosciuta in lingua francese


Purtroppo gran parte del materiale essiccato contenuto in questi libretti è andato perduto e molti di essi sono completamente vuoti.


All'interno delle scatole-libro, nella parte centrale, ci sono anche degli scomparti apribili.
Quello più lungo ospita una pergamena scritta in francese con l'elenco della campionatura contenuta, il luogo di raccolta del materiale e in generale la storia della pianta


Eccone una...


A differenza dei classici erbari su carta che comunemente conosciamo, quelli in forma di libro erano diffusi quasi esclusivamente in Prussia tra il 1700 e il 1800 ed erano chiamati Holzbuch (in tedesco: libro di legno).
I 'Libretti di Monza' rappresentano più che altro una testimonianza storica perchè il materiale botanico è danneggiato, incompleto e, nella maggior parte di essi, mancante del tutto.
In Italia esiste solo un'altra collezione analoga ai 'Libretti di Monza' ed è conservata presso Centro Studi Ambiente Alpino di San Vito di Cadore.
 

Nel 1930 i 'Libretti di Monza' furono recuperati da Raffaele Cormio nella Villa Reale di Monza, dove giacevano abbandonati e in pessime condizioni di conservazione.
Entrarono a far parte della Siloteca Cormio, una collezione di legni anch'essa conservata nei depositi del Museo di Storia Naturale di Milano, ma di questa ve ne parlerò un'altra volta...

Altri tesori nascosti:
L'Erbario di Milano 


4 commenti:

  1. bellissimi! quindi un libretto per ogni pianta ? WOW, e quanti erano, o sono ?

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    1. Esatto, un libretto per ogni pianta!
      Quanti sono non te lo so dire, io ne ho visti circa un migliaio, conservati sottochiave ma anche 'sottopolvere' :-D
      Quanti fossero nemmeno si sa, la Villa Reale di Monza ha subìto saccheggi e spoliazioni di ogni genere fino a periodi anche recenti.
      Questi libretti pare siano stati rinvenuti dal Cormio tra il materiale da buttare, pensa un po' :-(

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  2. Bellissimo e interessantissimo....magari qualcuno aveva anche i funghi parassiti....;-)
    Grazie per questa "perla" di storia della botanica!
    stefano

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    1. Grazie Stefano!
      Purtroppo è una 'perla' conservata in armadi polverosi...chissà se prima o poi troverà la collocazione che si merita!

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