giovedì 8 maggio 2014

L'erbario, un tesoro nascosto di Milano

Raccogliere erbe e fiori, farli essiccare, identificarli e quindi conservarli...
In un mondo ormai sempre più informatizzato, sembrerebbe un lavoro d'altri tempi o tutt'al più un hobby romantico e invece un erbario ha ancora oggi una grande importanza in campo botanico.

Per saperne di più, sono andata alla scoperta dei tesori nascosti nei depositi della sezione botanica del Museo di Storia Naturale di Milano ed ecco cosa ho trovato... 


Accompagnata dal dott. Gabriele Galasso, responsabile della sezione Botanica del Museo, sono entrata in un luogo al di fuori del normale percorso museale, dove vengono conservati e costantemente aggiornati gli erbari essiccati.
Ho sempre pensato agli erbari come a qualcosa di estremamente fragile e deperibile, messo sottovetro e quindi la prima sorpresa per me è stato vedere che tutto il materiale essiccato è invece conservato in cartellette realizzate con normale carta da pacco, impilate in armadi chiusi.
Tutto il materiale è comunque rigorosamente archiviato in ordine sistematico per facilitare la ricerca.


Notando il mio stupore sulla modalità di conservazione, il dott. Galasso mi ha spiegato che i veri nemici delle piante essiccate sono le muffe e gli insetti.
Per questo motivo, dopo l'essiccazione tutto il materiale viene posto in un congelatore per tre settimane a -22° per debellare l'eventuale presenza di larve o uova.
I locali hanno inoltre trappole per insetti disseminate un po' ovunque (io stessa ne ho inavvertitamente calpestata una!) e regolarmente vengono sottoposti a trattamenti di disinfestazione.
Dagli armadi usciva poi un forte odore di canfora, un classico sistema repellente per insetti che qui è ampiamente utilizzato.
Ci sono alcune piante, come le orchidee e le campanule, che sottoposte al normale processo di essiccazione perdono però i loro colori originari e diventano marroni.
Per queste piante viene perciò riservato un diverso trattamento, esponendole ancora fresche ai vapori di zolfo: la pianta si affloscia e momentaneamente perde il colore che riappare però in maniera stabile non appena viene fatta seccare. 


Una volta uscito dal freezer, il materiale essiccato viene fissato su tradizionali fogli bianchi con i flessibili spilli entomologici.
Un'etichetta riporta quindi l'identificazione, oltre a infomazioni riguardanti il luogo e la data di ritrovamento.


La raccolta originaria, che risaliva al 1800 e comprendeva circa 98.000 essiccati, è andata completamente distrutta per un incendio durante la II Guerra Mondiale.
L'attuale erbario è stato iniziato nel 1969 e raggiunge ora circa 40.000 campioni di provenienza lombarda, italiana, europea e brasiliana.
La raccolta è in continuo incremento, grazie all'attività dello stesso dott. Galasso, di diversi volontari, oltre a numerose donazioni e continui scambi con altri erbari.


Ma in cosa consiste oggi l'importanza di un erbario?
Il dott. Galasso mi ha spiegato che un erbario è essenzialmente un campione di riferimento per chiunque voglia identificare del materiale botanico, fornendo elementi di confronto.
E' inoltre un'importante testimonianza delle specie presenti in un determinato luogo e in un preciso periodo e quindi della loro distribuzione.
Ad esempio, grazie all'erbario, è documentata la presenza a Milano di piante palustri che ora non esistono più.
Vengono inoltre catalogate le cosiddette 'specie aliene', ovvero quelle piante estranee alla flora locale ma che si sono stabilmente insediate da noi. Una di queste è l'Ambrosia, responsabile di allergie e proveniente dal Nord America, che è presente in Lombardia non da pochi anni, come molti credono, ma già dal 1942. 

L'erbario poi fornisce materiale per la ricerca del DNA barcoding delle piante, che non sostituisce i tradizionali metodi di identificazione ma ne rappresenta un'importante integrazione.

La visita ai depositi della sezione botanica ha riservato però anche interessanti scoperte storiche e cioè la Siloteca Cormio e l'erbario della Villa Reale di Monza!
Ma di questi ve ne parlerò un'altra volta...

Il 'Viaggio alla scoperta dei tesori nascosti' nel Museo di Storia Naturale di Milano è un'iniziativa promossa da Orticola di Lombardia durante la settimana della mostra-mercato milanese.

Altri tesori nascosti:
I 'Libretti di Monza'
02.88463337.



3 commenti:

  1. Cara Luisella, avevo una mezza intenzione di andarci, immaginandomi i post che ne sarebbero usciti. Mi hai preceduta così bene che mi sa ne farò a meno. E ancora ti ringrazio del bel post. Ciao L

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    1. con questo post speravo di invogliare qualcuno ad andarci e invece ottengo l'effetto contrario?
      C'è da vedere anche la siloteca Cormio e i Libretti di Monza e il post di questi non l'ho ancora scritto!
      :-)

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    2. Andateci anche per me! E poi raccontate, perché quello che non posso vedere potrò almeno leggerlo.

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