venerdì 21 febbraio 2014

Elleboro fetido: non fatevi impressionare dal nome!

Chiariamo subito una cosa: questo elleboro non ha proprio niente di puzzolente.
L'attributo foetidus sta infatti ad indicare solamente l'odore acre che viene sprigionato dalle foglie quando vengono lacerate, quindi non temete e, se vi piace, usatelo a piene mani in giardino.
Ma come utilizzarlo al meglio?


L'Helleborus foetidus è allo stato spontaneo una pianta da sottobosco, quindi si trova perfettamente a suo agio nei punti più ombrosi del giardino.
Ne ho qualche esemplare anche in vaso ma, a mio parere, è una pianta che dà il meglio di sè in piena terra dove forma dei bellissimi cespugli sempreverdi.
Potete vedere la differenza con una pianta coltivata in vaso nella foto qui sotto...


L'Helleborus foetidus è provvisto di fusto dal quale spuntano le foglie e questa è una caratteristica che lo differenzia subito dagli altri ellebori.


Il fusto poi ha una particolarità: i primi 20-30 cm. strisciano sul terreno e tendono a lignificare, mentre la parte che si alza eretta può raggiungere il mezzo metro di altezza.
Anche in larghezza ogni pianta va a occupare uno spazio di tutto rispetto, sui 30-40 cm di diametro.


Le foglie sono lanceolate, profondamente divise e color verde scuro e, formando dei cespugli tappezzanti, danno struttura e colore in quelle zone ombrose e un po' difficili del giardino.
Come ogni altro elleboro, anche l'H. foetidus ama i terreni pesanti ma ben drenati che, come d'abitudine, arricchisco con stallatico sfarinato in primavera e in autunno.



La fioritura poi è spettacolare e avviene nel tardo inverno con infiorescenze campanulate color verde acido che si innalzano e risaltano tra le foglie scure.
A volte le corolle presentano i bordi colorati da una sottile linea rossa.


Come per tutti gli ellebori, la fioritura dura tantissimo ed è un altro pregio della pianta da non sottovalutare,  anche per l'effetto decorativo.
Spesso accade però che, al termine della fioritura, la pianta dissecchi completamente ma nel frattempo altre giovani piante nate spontaneamente da seme la rimpiazzano senza lasciare mai spoglia l'area occupata dalla colonia.
Anche per questo motivo, la coltivazione in piena terra è da preferire a quella in vaso.


Vista la facilità di riproduzione, non mi sono mai preoccupata di raccogliere i semi e lascio che le piante si disseminino da sole.
Rispetto alle altre specie di elleboro che coltivo, l'H. foetidus dimostra inoltre minori esigenze idriche.
Pur coltivandoli tutti nelle zone più ombrose del mio giardino, gli altri ellebori infatti richiedono vistosamente le innaffiature afflosciando le foglie non solo durante i mesi più caldi, ma anche in inverno, mentre per l'elleboro fetido questo non accade mai.

L'H. foetidus è certamente l'elleboro più diffuso allo stato spontaneo: lo si trova dai Pirenei alle zone dell'Europa centrale, dal Regno Unito fino all'Italia del sud.
E' quindi una pianta comunissima anche nei nostri boschi ma, come sempre, vi invito a non prelevarla in natura ma ad acquistarla nei garden center.


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