lunedì 20 gennaio 2014

Alla scoperta della pianta di pomelo

Durante l'inverno ogni tanto preparo dei vassoi di frutta disidradata e candita.
Mi piace disporla con cura, attenta anche agli accostamenti cromatici: queste composizioni, oltre che buone da mangiare, riscuotono sempre un grande successo anche per la loro bellezza, il tutto senza fatica e senza cuocere nulla!
Quest'anno ho trovato un nuovo frutto da aggiungere ai miei vassoi: il pomelo disidratato...


Premetto che personalmente detesto i canditi, tanto per capirci sono quella che li toglie tutti ad uno ad uno dalla fetta di panettone.
Queste strisce di pomelo invece sono state una vera sorpresa: non solo aggiungono una nota di colore insolita ai miei vassoi ma...piacciono pure a me!
Quest'anno poi sembra essere l'anno del pomelo, tutti ne parlano!
Per saperne di più, ho pensato di rivolgermi a Davide Chiaravalli esperto vivaista che, nella storica azienda agricola di Monza, coltiva ben cento varietà e specie di agrumi tra i quali naturalmente non poteva mancare il pomelo.
Anzi, nella sua serra degli agrumi me ne ha mostrato due diversi.
C'è il pomelo piriforme...


che produce grossi frutti a forma appunto di pera


e il pomelo dagli enormi frutti rotondi...


di dimensioni davvero notevoli!


Davide Chiaravalli, oltre a una indiscussa esperienza nella coltivazione degli agrumi, ne possiede anche una enciclopedica conoscenza storico-culturale che può derivare solo da un'autentica passione e che con generosità offre a chi visita la sua serra.
Da lui ho saputo che il nome corretto del pomelo, secondo la classificazione linneiana, è Citrus grandis.
I nomi comuni invece sono diversi: pomelo, pummelo e anche sciadocco.
Quest'ultimo curioso nome deriva dal capitano inglese Shaddock che fu il primo a trasportare le piante di pomelo in occidente sulla sua nave.
E' poi opinione diffusa che il pomelo sia uno dei progenitori degli attuali agrumi che tutti noi conosciamo.
In realtà, mi ha spiegato Davide, da alcune recenti indagini svolte sul DNA del pomelo si è dedotto che anche questo non è del tutto immune da mutazioni.
Gli agrumi infatti si ibridano molto facilmente, non solo ad opera dell'uomo ma anche spontaneamente: insomma, sembra che su tutta la Terra non esista un agrume 'originario' che non abbia subìto nel tempo neanche un'ibridazione, a differenza di altri alberi da frutto di cui esistono ancora oggi le specie originarie allo stato selvatico.


La serra degli agrumi riunisce però tante altre meraviglie: aranci dolci e aranci amari, calamondini, cedri, chinotti, bergamotti, Li-Po (Limoni-Pompelmo), kumquat, limoni cedrati e tra tanti agrumi anche una 'bizzarra' sorpresa!
Ma di quest'ultima ve ne parlerò domani...

Se siete interessati a visitare la Serra degli Agrumi, trovate tutte le informazioni sul sito della Floricoltura Chiaravalli


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