venerdì 6 dicembre 2013

Sedum praealtum, una pianta dimenticata

Anni fa questo Sedum era molto diffuso poi, come spesso accade a tante piante, è passato di moda.
A differenza di altri Sedum e Crassulaceae che in tempi recenti sono tornati alla ribalta, rivalutati da garden- e floral-designer, il Sedum praealtum non è stato preso in considerazione, non si vende in nessun garden center ma si può trovare ancora coltivato sui balconi di qualche nostalgico.


Diversamente dagli altri Sedum, il Sedum praealtum forma un cespuglio ramificato che crescendo assume l'aspetto di un alberello in miniatura.


Esistono due Sedum che hanno questo caratteristico portamento: Sedum dendroideum e Sedum praealtum.
Le differenze tra questi due stanno nella disposizione dei rami, nella forma delle foglie e, per gli esperti, nei cromosomi.
Il Sedum praealtum però è da molti considerato una sottospecie del S. dendroideum e pertanto è ormai comunemente identificato come Sedum dendroideum ssp. praealtum.
Questo per essere chiari sulla nomenclatura.

Per quanto riguarda la sua coltivazione, valgono le regole generali di qualsiasi Sedum: ottimo drenaggio, esposizione al sole, scarse annaffiature, concimazioni molto avare.


Non mi stancherò mai di ripetere che le eccessive concimazioni rendono i Sedum all'apparenza rigogliosi ma in realtà creano solo problemi alla pianta.
La crescita infatti avviene sì rapidamente ma con tessuti deboli e flaccidi e di conseguenza si otterranno piante meno resistenti alla siccità e più facilmente attaccabili dai parassiti.


Il Sedum praealtum ha bisogno di essere protetto dove gli inverni sono rigidi.
Il gelo infatti danneggia seriamente la parte aerea anche se in primavera la pianta è in grado di rispuntare dalla base.
Io perciò preferisco metterla al riparo: già in autunno, con l'abbassarsi delle temperature, il Sedum praealtum manifesta il proprio disagio facendo ingiallire e seccare le foglie.
Poichè lo coltivo in un vaso molto capiente insieme ad altri Sedum non rustici, non appena le temperature scendono sotto i 10° lo riparo in serra fredda.
Ecco come si presentava a fine ottobre...


Aveva già perso molte foglie e perciò, prima di coprire la serra con il telo di plastica, ho ripulito bene la pianta e la terra dal secco, per evitare la formazione di muffe e marcescenze.
Per i Sedum che non reggono il freddo intenso e prolungato è sufficiente una serretta di questo tipo, da collocare appoggiata ad un muro e in posizione soleggiata.
Durante l'inverno però bisogna ricordarsi di tanto in tanto, nelle ore meno fredde della giornata, di aprire la serra per aerarla ed evitare un accumulo di umidità al suo interno. 
In primavera, passato il pericolo delle gelate, riposiziono il vaso al sole, aggiungo due cucchiai di stallatico sfarinato zappettando gentilmente la superficie e in breve tempo la pianta ritorna al suo splendore emettendo nuove foglie verde lucido e nuove crescite.
Anche questo Sedum si riproduce molto facilmente: basta staccare un ramo e inserirlo direttamente nel terreno.
Originario del Messico, è proprio grazie alla sua facilità di riproduzione che in alcune zone d'Italia il Sedum praealtum si è naturalizzato: mi è capitato infatti  di vederne alcuni cespugli in zone incolte della Liguria.


Se siete interessati, ho già dedicato altri post ai Sedum, eccoli:

Due o tre cose che so sui Sedum
Sedum: i miei consigli di coltivazione 
Sedum: ecco come utilizzarli in giardino 
Sedum spectabile, pianta generosa e di facile coltivazione
Sedum palmeri, un'umile pianta da rivalutare
Sedum palmeri, parliamone ancora
I fiori dei Sedum: una piccola galleria fotografica 


Nessun commento:

Posta un commento

Vuoi lasciare un commento?
Sarò felice di leggerlo e di risponderti!