mercoledì 4 dicembre 2013

Giuseppe Verdi, uomo di campagna

Lo scorso sabato ho assistito ad uno spettacolo teatrale dedicato a Giuseppe Verdi. 
La vita quotidiana del Maestro veniva raccontata attraverso le voci dei suoi domestici, nelle cucine delle sue abitazioni di Sant'Agata e di Genova.


Il lavoro teatrale ha messo in luce anche gli aspetti meno conosciuti e cioè il Verdi contadino, l'abile possidente terriero, l'esigente fattore, 'il paesano delle Roncole', come lui stesso si definiva.
In effetti questa anima campagnola del compositore mi era già nota, grazie alle Giornate di Studi di Orticola  dove avevo seguito tra le altre, anche l'interessantissima conferenza di Marta Isnenghi dedicata proprio al 'Verdi contadino'.
Verdi ogni anno investiva i suoi guadagni nell'acquisto di poderi e campi, arrivando a possederne ben oltre 1000 ettari!
Per dedicarsi alla campagna, il Maestro per un certo periodo trascurò perfino la composizione.
Nella tenuta di Sant'Agata ideò lui stesso il parco-giardino romantico con grotte, laghetto e piante esotiche.
Gli alberi di Magnolia grandiflora, introdotti per la compagna Giuseppina Strepponi che ne amava i bianchi e profumatissimi fiori, furono fatti arrivare da Genova avvolti in imballi di paglia tramite un rocambolesco viaggio su un vagone-merci aperto ed esposto alle scintille del treno.   


Seguì personalmente i lavori agricoli, introdusse le prime innovazioni tecnologiche dell'epoca, fece costruire gli argini, acquistò il bestiame, rivelando insospettabili doti di competente agronomo ed esperto zootecnico.
Intrattenne una regolare corrispondenza con la ditta Burdin e successivamente con Ingegnoli, ai quali ordinava le piante, stilando accurate richieste e dando precise indicazioni sui tempi di invio. 
Tra le ordinazioni, conservate ancora oggi negli archivi di Ingegnoli, ci sono alberi da frutto (peschi, peri, prugne 'Regina Claudia), ortaggi (tra cui 200 ceppi di asparagi) piante da fiore (Anemone japonica, Kalmia e 12 Rose 'Souvenir de la Malmaison') e anche 120 platani per il viale che dalla casa portava ai campi.
A sua volta Ingegnoli, che dai viaggi d'affari e botanici introduceva in Italia piante nuove ed esotiche, si premurava sempre di omaggiare il Maestro con qualche novità come la famosa cassettina con 6 cachi, all'epoca ancora sconosciuti da noi, che furono molto apprezzati da Verdi.


Un altro vanto della tenuta di Sant'Agata era anche la ghiacciaia che consentiva non solo la conservazione dei cibi nei mesi caldi, ma all'occorrenza forniva il ghiaccio per gli infortuni dei contadini.

Verdi ebbe una grande passione per la campagna e un forte attaccamento alla sua terra d'origine: gli onori e la fama mondiale non avevano mai fatto scordare al Maestro le sue origini, quella povera casa di Roncole di Busseto



Lo spettacolo teatrale 'Giuseppe Verdi - Armonie in cucina' di Roberta Parma è a cura del Centro culturale artistico ARDEN



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