lunedì 4 novembre 2013

Che belle le pigne!

Mi piacciono le pigne e, se ne trovo una per strada, mi fermo e la raccolgo.
Cosa me ne faccio?
Bella domanda...
Non ho molta dimestichezza col fai-da-te e sinceramente trovo orribili quei lavoretti che trasformano le pigne in animaletti o roba del genere e detesto pure le pigne dipinte d'oro o di bianco a uso natalizio.
Insomma mi piacciono le pigne così come sono, al naturale... 


Le conservo in un cesto in garage, pigne di ogni genere, grandi e piccole, trovate in montagna o in città, non tantissime in verità, mi basta sempre raccoglierne una.
Ogni tanto però mi viene qualche idea per utilizzarle...


Ai lati della porta d'ingresso mi piace tenere delle piante e, a parte due vasi permanenti con alloro e Lamiastrum, altri due vasi più piccoli ospitano un alternarsi continuo di piante stagionali cioè, per dirla in altre parole, un bell'impegno di manutenzione per avere un'entrata sempre in ordine.
Ed ecco la prima idea...


Anzichè continuare a sostituire piantine usa-e-getta, ho messo nei vasi più bassi una piccola pigna di...pigne!


I vasi sono sempre riempiti di terra, che contribuisce a dare peso e stabilità al contenitore, ma sopra ho appoggiato un assortimento di pigne in maniera molto casuale.
Quando l'ho fatto pensavo che fosse la soluzione ideale per la stagione autunno-invernale e che con l'arrivo della primavera avrei ripreso l'avvicendarsi delle piantine fiorite...


E invece le pigne sono ancora lì, da almeno cinque anni!
Facile e soprattutto a zero manutenzione e poi le pigne mi piacciono!
E infatti le tengo anche in casa...


In un vassoio di vimini conservo le pigne di una conifera che cresceva nel mio giardino e che, per motivi di sicurezza, ho dovuto eliminare.
Insomma, tutte pigne di mia produzione...


Sempre con le pigne, mi diverto anche a creare delle micro-composizioni che dispongo sul tavolo del giardino...


Riempio alcuni vasetti di coccio con una 'palla' di scottex inumidito e sopra ci appoggio una piccola zolla di muschio 'coltivato' nel mio giardino, aggiungendo poi qualche piccola pigna.
Prima però provvedo a ingambarle con del filo di ferro plastificato per fioristi, come mi ha suggerito Anna, quando mi ha insegnato a realizzare una composizione invernale da tavolo   


Le pigne, una volta provviste di 'gambo', possono essere infilate stabilmente nel muschio, nell'oasis o in qualsiasi base utilizzata per le composizioni.
Ed ecco una di queste piccole ciotole con le pigne, insieme agli altri piccoli vasi sul tavolo in giardino...

 
E non serve alcuna manutenzione!
Basta solo un po' di pioggia per far rinverdire il muschio e...chiudere le pigne!


Non appena si asciugano, le pigne però si riaprono: un 'meccanismo' ideato dalla Natura per proteggere i pinoli al loro interno ma che continua a funzionare anche quando ormai i semi non ci sono più.


Per concludere, qualche curiosità sulle pigne...

Il nome scientifico delle pigne è stròbilo o cono.
Ci sono pigne maschio e pigne femmina.
Le pigne femmina sono quelle che diventano legnose per proteggere i semi.
In genere ci vogliono due anni prima che i semi, ovvero i pinoli, maturino all'interno della pigna.
 


2 commenti:

  1. Ciao Luisella, anch'io ho sempre raccolto pigne per farne decorazioni per l'albero di natale. Ora mi hai dato un'idea in piu'. Grazie
    Emilia

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