mercoledì 11 settembre 2013

La confraternita dei giardinieri

Approfittando delle vacanze, ho finalmente trovato il tempo per leggerlo...


Si tratta di un saggio ma è avvincente come un romanzo, molto ben scritto e, particolare non trascurabile, ben tradotto.

L'autrice Andrea Wulf documenta come nel corso del 1700 avvenne una vera e propria 'rivoluzione botanica' che diede vita non solo ai parchi e ai giardini inglesi come li conosciamo ancora oggi, ma che trasformò il Regno Unito nell'indiscutibile patria del giardinaggio e della botanica, sullo sfondo dell'espansione dell'impero britannico.

Gli uomini che hanno reso possibile tutto ciò sono personaggi noti in ambito botanico, ma in questo libro diventano 'umani' con le loro passioni, i loro rapporti e anche i loro difetti.
Ho scoperto ad esempio un Linneo geniale ma anche presuntuoso, trasandato, irascibile e...tirchio!  

Ben descritta anche l'amicizia non priva di battibecchi che si instaura per via esclusivamente epistolare tra l'americano John Bartram, il 'cacciatore di piante' che spedisce casse di semi, pigne e ghiande in Inghilterra, e Peter Collinson, il mercante londinese che sperimenta e diffonde sul suolo inglese le piante provenienti dall'America.

Impareggiabile poi il ricco e avventuroso Joseph Banks, che trasforma Kew nel centro botanico più importante al mondo, importa piante dall'Australia e dall'Oriente e per primo capisce il ruolo fondamentale della botanica nello sviluppo economico dell'impero britannico.
Ed è ancora Banks che dona alla giovane moglie inorridita un 'prezioso' frammento di muschio secco da indossare al posto di una spilla di diamanti, 'come converrebbe alla moglie di un botanico'...

Viene dato il giusto risalto anche personaggi 'minori' come Erasmus Darwin (medico, inventore e nonno del più famoso Charles Darwin) che contribuì con un acclamato poema a diffondere presso un vastissimo pubblico il sistema di classificazione linneiano, allora considerato scandaloso perchè basato sulle caratteristiche sessuali delle piante.

Insomma si tratta di un libro veramente godibile e coinvolgente anche per chi non è strettamente interessato alla botanica e al giardinaggio.
Soprattutto fa riflettere sul fatto che una rivoluzione botanica di quella portata sia potuta avvenire in un secolo in cui le comunicazioni erano sempre un'avventura: semi e piante attraversavano gli oceani in condizioni disperate, in balìa delle tempeste e dei topi, e i contatti tra botanici e appassionati avvenivano per via epistolare, con tempi di attesa di mesi tra una lettera e l'altra...


Il saggio poi è arricchito da uno strepitoso glossario che schematizza la provenienza e la diffusione in Europa di alcune piante che noi consideriamo comunissime.

Guardando una Magnolia grandiflora ora penserò a Bartram che ne raccolse e spedì i semi in Inghilterra, a Collinson che li piantò e ai giardinieri che da Londra accorrevano a Fulham per ammirarne estasiati il primo fiore sbocciato in terra inglese...
 

 

2 commenti:

  1. l'ho comprato l'altro ieri. Ma in formato digitale (e reader)scontatissimo (sono tirchia in giardino e con i libri) ansiosa di cominciarlo ... il mio lettore digitale del cavolo ha cominciato, proprio ORA, dopo tanti insulsi gialli estivi che si leggevano benissimo , a fare i capricci. Sono in trattativa via mail con i produttori dell'e reader per risolvere la questione. Ci metteremo un mese. hai mai provato a risolvere un problema tecnico con il computer una mail alla volta? il libro era moooolto meglio.oramai!

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