giovedì 19 settembre 2013

Due o tre cose che so sui Sedum

Ho notato che i post che dedico ai Sedum riscuotono sempre un certo interesse.
Ne sono felice perchè per anni li ho pazientemente ricercati, coltivati e collezionati.
Non ho la pretesa di considerarmi un'esperta di Sedum ma qualcosa ho imparato e credo possa essere utile condividere con altri la mia esperienza...


La prima cosa che ho imparato è che esiste una grande confusione a proposito dei Sedum, perfino tra chi li vende: quasi sempre i vasi riportano etichette molto generiche come 'pianta grassa', 'succulenta' e perfino 'cactus', per non parlare poi dei vari nomi di fantasia che vengono attribuiti...

In effetti il genere Sedum è molto vasto e comprende centinaia di specie provenienti da diversi angoli della Terra, dalle zone aride e secche, dagli ambienti alpini, e perfino dalla tundra.

A complicare le cose bisogna sapere che i Sedum sono piante polimorfe.
Lo stesso Sedum, cresciuto in condizioni diverse di coltivazione o di ambiente, facilmente modifica il proprio aspetto e quindi può dar luogo erroneamente a due diverse identificazioni.
Volete un esempio concreto?
Eccolo...


Sembrano due piante diverse, vero?
Invece si tratta della stessa pianta, il Sedum palmeri, sul davanzale di casa mia e quindi con la stessa esposizione e la stessa tecnica di coltivazione ma cresciuti in due vasi distinti e, particolare fondamentale, con due terricci completamente diversi! 

La corretta identificazione è però molto importante perchè, pur essendo tutti di facile coltivazione, ci sono Sedum rustici, cioè che reggono bene le rigide temperature invernali, e altri che invece non le tollerano per niente e quindi vanno messi al riparo quando si scende sotto i 5° altrimenti muoiono.
Direi perciò che è fondamentale sapere con quale Sedum si ha a che fare!

Anche in rete purtroppo regna una grande confusione a proposito di Sedum e bisogna individuare con attenzione quali sono le fonti più attendibili da consultare per identificare correttamente i propri Sedum.
Ve ne segnalo allora qualcuna...
Il sito più autorevole è certamente quello della Sedum Society , fondata da Ron Evans e ora sotto la direzione di uno dei massimi esperti del settore, Ray Stephenson.
Entrambi sono anche autori di libri dedicati ai Sedum.
Ho avuto tra l'altro la possibilità di sfogliare 'Sedum, Cultivated Stonecrops' scritto da Ray Stephenson: si tratta di un'opera veramente notevole ma a mio parere destinata a veri esperti e studiosi del genere e perciò al di sopra delle reali necessità di una collezionista dilettante come me.

Affidabile è anche il sito Sedum Photos.net di Wayne Fagerlund, ricco di foto che possono aiutare nell'identificazione.

Belle foto nel sito di un famoso collezionista russo Peter Lapshin che comprende non solo i Sedum ma l'intera famiglia delle Crassulaceae e altre succulente.

Dal web è possibile anche scaricare gratuitamente una bella pubblicazione della Royal Horticultural Society dedicata però ai soli Sedum erbacei scritta da Christopher Whitehouse.

Questo tanto per iniziare, ma naturalmente ho ancora molte cose da raccontarvi sui Sedum!

Ah, i fiori che vi ho mostrato all'inizio del post sono di Sedum laconicum album.

Se siete interessati all'argomento, ho già dedicato altri post ai Sedum.
Eccoli:

Sedum: i miei consigli di coltivazione

Sedum spectabile, pianta generosa e di facile coltivazione 

Sedum palmeri, un'umile pianta da rivalutare 

Sedum palmeri, parliamone ancora 

I fiori dei Sedum: una piccola galleria fotografica 




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