martedì 27 agosto 2013

Quattro passi svizzeri

In questi ultimi giorni di agosto ne abbiamo approfittato per fare i quattro passi svizzeri, un giro motociclistico che prevede un continuo saliscendi tra alcuni passi alpini sul versante svizzero.


Si possono fare diversi percorsi e attraversare differenti passi ma in ogni caso, pur essendo strade di alta montagna, sono in genere tutte ben percorribili e molto panoramiche.
Si sale fin sotto i ghiacciai, si scende nelle valli, si attraversano boschi di conifere, si percorrono strade tra gli alpeggi, su e giù tra tornanti, su e giù...


Il nostro percorso ha attraversato il Gotthard (mt.2108), il Furkapass (mt.2431), il Grimselpass (mt.2165) e il Sustenpass (mt.2224).
Poi, per non tornare a casa troppo presto, abbiamo aggiunto un quinto passo e da Andermatt siamo risaliti all'Oberalppass (mt.2046). 

Potrei postare le classiche foto-cartoline delle Alpi ma preferisco mostrarvi la Svizzera a modo mio.
Spero apprezzerete...

Vi confermo che le mucche svizzere esistono, pascoli e alpeggi ne erano pieni.
Ma la mucca più rappresentativa da fotografare l'ho trovata sul tetto di un rifugio-bar. A chiazze bianche e rosse, i colori della bandiera svizzera...


e, tanto per rimanere in tema, ho scovato pure dei portavasi-mucca completi di stelle alpine.
Bandierine e girandole svizzere completano le raffinate composizioni...



Rimandendo sempre in ambito bovino, ho scoperto che lo stemma del Cantone di Uri, uno dei cantoni svizzeri di lingua tedesca, è un toro nero su fondo giallo.
Notare l'anello al naso e la irriverente lingua a penzoloni: no, non è una bandiera goliardica, è proprio il simbolo ufficiale e lo espongono ovunque e in ogni luogo


Al Grimselpass ho visto le marmotte!
Potrei raccontarvi di averle avvistate e fotografate dopo un lungo e paziente appostamento tra le rocce...

 

e invece vivono placidamente in un 'resort' che si affaccia direttamente sulla strada, dotato di pittoresche casette di legno
 

e dove, di tanto in tanto, qualche marmotta si mette graziosamente in posa per accontentare noi turisti
 

Sul retro però c'è anche una amena località di villeggiatura, dove le marmotte, al termine della giornata lavorativa, si ritemprano dalle fatiche sostenute per intrattenere i turisti


Un'altra presenza costante è il classico trenino rosso svizzero, il Glacier Express, che di tanto in tanto incrociavamo mentre sbucava dalle rocce.

  
Anche il famoso ordine svizzero esiste, nel senso che tutto è maniacalmente ordinato, vi giuro che non c'è un filo d'erba fuori posto.
Osservate bene la foto qui sotto, scelta a caso fra le molte, tanto son tutte uguali...
E' tutto perfettamente in ordine.
Degno di nota il vaso che tenta di mimetizzare un tombino che 'disturba' la perfezione del tappeto erboso.
Ma...cosa nasconderanno mai quei teli bianchi?
Cosa non raggiunge un grado di perfezione tollerabile dallo sguardo svizzero?
Avrei voluto entrare e guardarci sotto...


Questo mosaico è incastonato tra le rocce della montagna.
Cos'ha di speciale?
Niente, ma ho scoperto che siamo coetanei...


 Al termine del giro, una sosta sul lungolago Paradiso di Lugano dove un getto d'acqua tenta di replicare il più spettacolare e famoso Jet d'eau di Ginevra: spirito di emulazione o semplicemente mancanza di fantasia?
Mah...


Riuscite a immaginare cosa vi mostrerò nel post di domani?


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