giovedì 8 agosto 2013

I giardini e la natura di Crespi d'Adda

Crespi d'Adda.
Ci sono andata uno dei primi giorni di agosto.
La prima impressione è stata quella di essere entrata in un'altra dimensione: strade deserte, niente traffico, silenzio.
Eppure il villaggio è abitato.
Nella mente mi tornavano le immagini del film The Truman Show: case uguali e ordinate, giardini ben curati e orti rigogliosi. 


Le case 'operaie' sono circondate dal verde e le proprietà sono delimitate da una bassa staccionata a intreccio, dipinta di verde. 
Ho letto che queste recinzioni sono state realizzate con materiali di recupero provenienti dalla fabbrica: legno dei bancali e strisce di ferro degli imballi del cotone.

Poichè l'intero villaggio è riconosciuto Patrimonio dell'Umanità Unesco, immagino che anche i giardini abbiano delle disposizioni e restrizioni d'uso.
Ad esempio ho notato che tutti i giardini delle case operaie sul lato che si affaccia verso la strada non hanno siepi e sono totalmente esposti alla vista dei passanti e dei turisti.
Le siepi le ho viste solo lungo i lati interni, come barriera tra vicini di casa.


Lo spazio esterno a disposizione di ogni casa è davvero ampio.
Ci sono sia orti che giardini sempre molto ben curati ma nel complesso piuttosto anonimi.



Un guizzo di diversità l'ho visto in un giardino 'operaio' che si distingue dagli altri per lo sfoggio di un'ars topiaria un po' giocosa.




Decisamente più interessanti sono invece i giardini delle ville 'dirigenziali'.
Con prati erbosi e aiuole formali...


o immersi in piccoli boschi misti, ma sempre delimitati dalle tipiche recinzioni basse ad intreccio...


ombrosi e informali...


ma sempre curatissimi...


e a volte anche un po' misteriosi...




In mezzo a questo verde privato ben tenuto fanno uno strano contrasto le aree pubbliche lasciate completamente incolte...


La natura 'selvatica' accompagna anche il sentiero sterrato che esce dal villaggio, affianca per un breve tratto le mura del castello e poi costeggia il canale Crespi...


Il canale fu costruito per deviare le acque del fiume Adda e alimentare la centrale idroelettrica della fabbrica



Attraverso il bosco, dove in mezzo ai rovi spiccano cespugli di Buddleja fioriti...


si raggiunge la passerella sull'Adda che i Crespi avevano fatto costruire per permettere agli operai dei paesi vicini di raggiungere agevolmente la fabbrica.
Nel villaggio infatti abitava solo un sesto dei lavoratori dell'opificio.


Qui ha inizio anche il Naviglio della Martesana, il canale navigabile che collega il fiume Adda con Milano


Questa è anche una delle tappe dell'Ecomuseo Adda di Leonardo, un percorso naturalistico dei luoghi dove ha a lungo vissuto e studiato Leonardo Da Vinci.

Una zona tutta da scoprire!

La descrizione del villaggio di Crespi d'Adda è nel mio precedente post

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