martedì 20 agosto 2013

Alla scoperta della Provenza

Quando si pensa alla Provenza, si immaginano immense distese di campi di lavanda...


A dir la verità non speravo di trovarli ancora in fiore alla metà di agosto.
Sapevo che la raccolta della lavanda avviene alla fine di luglio e invece qualche campo viola era rimasto ancora, probabilmente per non deludere i turisti ritardatari.


La maggior parte dei campi però si presentava così...


eppure passandoci accanto si sentiva ugualmente il forte e caratterisico profumo. Infatti gli oli essenziali sono presenti anche nelle parti verdi della pianta e non solo nelle spighe


La lavanda è ciò che contraddistingue la Provenza.
Basta avere un garage, riempirlo di mobili e scaffali preferibilmente malandati dove esporre saponi, candele, oli e vasetti di miele alla lavanda...


disporre qua e là un po' di oggetti recuperati dalla soffitta ma che fanno tanto shabby-chic...


...et voilà...ecco che un anonimo garage si trasforma nella Maison de la Lavande


e vi assicuro che di posti così ne ho visti parecchi!

Comunque con il viola dipingono le imposte e le porte di casa anche dove di lavanda non ce n'è e perfino nei ristoranti le tovaglie sono viola, tanto per rimanere in tema


Eppure in Provenza c'è molto di più della lavanda.
Ci sono tranquilli laghetti dalle acque color smeraldo...


montagne aspre e spettacolari scavate da un fiume tumultuoso, come le Gorges du Verdon dove, attraverso un itinerario molto frequentato da motociclisti...


si raggiungono i diversi belvedere dai quali si può ammirare la profondità delle gole viste da altezze sempre maggiori fino ad arrivare all'ultimo belvedere, il celebre Point Sublime


che domina l'intera vallata e il parco naturale protetto


La Provenza offre alberghi e hotel de charme molto accoglienti, immersi nel verde e nel silenzio di piccoli e caratteristici villaggi


ma è anche terra di leggende, come quella riguardante le Rocher des Mées, una serie di pinnacoli alti 100 mt


a ridosso dei quali sorge il piccolo villaggio di Mées


Queste rocce allineate per circa un chilometro ricordano nella forma una processione di monaci incappucciati


Sono anche chiamate Les Pénitents perchè, secondo una leggenda tramandata oralmente, sarebbero dei monaci trasformati in roccia, colpevoli di aver avuto pensieri impuri nei confronti di alcune donne saracene fatte prigioniere.


Basta però spostarsi di poco per vedere paesaggi ancora diversi e ritrovarsi come in un quadro di Van Gogh, circondati da girasoli


Le montagne sono sempre differenti tra loro e sempre spettacolari come quella che sovrasta Sisteron, con i fianchi incisi da profondi solchi verticali, quasi a formare delle lamine di roccia che si sfaldano


oppure il piccolo canyon delle Gorges de Daluis, meno conosciuto di quello del Verdon ma a mio parere una vera meraviglia geologica



formato da rocce insolitamente rosse



ma che, a seconda dell'esposizione, diventano color cioccolato



Per evadere dalla tranquillità rilassante dei villaggi basta andare nelle immancabili e affollate mete turistiche come Avignone, la città dei Papi, con l'imponente Palazzo dall'aspetto austero ma che ogni papa si preoccupava di ingrandire e arricchire sontuosamente all'interno.


Dal Rocher des Domes, il giardino-belvedere, si ha una bella vista sia del Rodano che scorre attorno ai bastioni sia del resto della città


e si può passeggiare tranquillamente, se si ha l'accortezza di schivare i curiosi mini-calesse a noleggio per i bambini


e scoprire perfino una rocaille  dove un fico d'India che ricade in lunghissime ramificazioni mi fa sospettare che qui gli inverni non siano poi così rigidi


Ma c'è ancora molto da scoprire in Provenza e ancora molto da raccontare...

Altri post sulla Provenza:
Un villaggio in Provenza:Moustiers-Sainte-Marie 
Fiori dalla Provenza
Un pittoresco mercato provenzale
Un mondo a parte: la Camargue  


4 commenti:

  1. sempre bella la Provenza, ci siamo andati diverse volte. E anch'io ho sempre visto qualche campo di lavanda in fiore, anche in agosto. Al Verdon un anno abbiamo piazzato la roulotte per qualche giorno, avevamo una canoa di quelle gonfiabili su cui cercavamo di restare in equilibrio in tre. Oppure prendevamo un pedalò con lo scivolo, per andare a fare il bagno nel Verdon.
    Aspetto il seguito ...
    Ornella

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    1. Che coraggio Ornella!
      Ovviamente non mi riferisco al pedalò ma alla canoa in tre su quei torrenti impetuosi!
      Il seguito arriva e per tutta la settimana :-D
      Ciao!

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  2. ma no, niente di così temerario :-D ! oltre alla nostra, dovevamo riportare a casa la pelle di nostra figlia, che aveva un 10 anni!
    La canoa la usavamo sul lago di Sainte-Croix, completamente piatto, che si è formato dopo lo sbarramento del Verdon, trasformandosi in un centro turistico.
    (p.s.: non ci sarebbe la possibilità di mettere sulla destra del blog un qualcosa tipo "ultimi commenti" su cui cliccare,altrimenti bisogna sempre scorrere tutti gli articoli fino in fondo per vedere se c'è qualche commento)
    Grazie e besos

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    1. Ahhh sul lago di Sainte-Croix, meno male!
      Pensavo facessi parte di quei temerari che in loco ho visto praticare rafting, canyoning e parapendio...
      Per quanto riguarda i commenti no, qui su Blogger purtroppo non esiste questa opzione :-(
      E' già tanto se compaiono i commenti :-D
      Grazie a te e ri-besos!

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