venerdì 12 aprile 2013

E dopo la balena, vi racconto la mostra

Se la balena di ieri vi ha incuriosito, allora vi potrà interessare anche il post di oggi, perchè vi racconterò le mie impressioni sulla mostra 'Naturales Quaestiones' in programma a Monza.

Come vi ho già detto, il titolo della mostra deriva da un'opera di Lucio Anneo Seneca dove l'autore spiegava i diversi eventi naturali (lampi, tuoni, grandine, arcobaleno, neve, terremoti, comete...) invitando a superare false credenze e superstizioni che all'epoca aleggiavano attorno ai fenomeni della natura.

A Monza invece alcuni artisti contemporanei sono stati invitati a confrontarsi con le 'naturales quaestiones' odierne, ovvero le dinamiche ambientali attuali e il rapporto tra uomo e natura.

Salendo le scale in pietra dell'Arengario ci si imbatte subito a sorpresa nei famosi 'Wolves' di Sally Matthews, la scultrice che integra con la natura tutte le sue sculture che ritraggono esclusivamente animali.
Infatti, se li osservate bene da vicino, i lupi hanno il pelo formato da elementi naturali come rametti e muschi.



State tranquilli, non ho intenzione di descrivervi o mostrarvi tutte le opere esposte, sarebbe come rivelarvi la trama di un libro o di un film.
Ve ne mostro solo qualcuna e chissà, magari vi invoglieranno a visitare l'evento.

Ogni artista si è espresso attraverso il suo linguaggio, perciò troverete opere molto variegate: fotografie, sculture, acquerelli, installazioni...
Poi, secondo me, ognuno è libero di dare la propria personale interpretazione anche svincolandosi dalla spiegazione che accompagna ogni opera.

Ad esempio non può che catturare l'attenzione l'installazione di Simone Longaretti che, direttamente sul pavimento del salone, riproduce il planisfero utilizzando della semplice terra dalla quale spuntano piantine da orto (pomodoro, cipollotto, fragole...) come a ricordarci che è dalla Terra che deriva il nostro sostentamento.


Oltre alla già citata 'Gaia e la balena' di cui vi ho raccontato ieri, Stefano Bombardieri espone anche un'altra sua opera di grande impatto visivo




E' invece un pugno nello stomaco, almeno per noi monzesi, l'opera di Mariangelo Cazzaniga intitolata 'Il senso del vuoto'


Un semplice sacco di plastica contiene l'acqua inquinata del Lambro, il fiume che attraversa Monza e che nel 2010 è stato vittima di un disastro ambientale senza precedenti quando una quantità enorme di petrolio fu riversata nelle sue acque durante una notte di febbraio.

Ma non allarmatevi, nella mostra troverete anche delicati acquerelli e idilliaci paesaggi lombardi!

C'è tempo fino al 19 maggio per visitare la mostra e qui trovate tutte le informazioni.
Se ci andate, mi raccontate le vostre impressioni?

Buon fine settimana!   
 

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