lunedì 22 aprile 2013

Le Giornate di Studi di Orticola di Lombardia

Venerdì scorso mi sono presa una giornata di libertà...eh sì, ogni tanto ci vuole!
 
Sono andata a Milano per partecipare alla seconda Giornata di Studio promossa dall'associazione Orticola di Lombardia, la stessa che nel mese di maggio organizza la mostra-mercato 'Orticola' nei giardini milanesi di via Palestro.

Si tratta di un programma quadriennale di incontri che hanno luogo nelle splendide sale di Villa Belgioioso, oggi Villa Reale ed un tempo sede della stessa Orticola di Lombardia.


Durante queste giornate viene trattata l'evoluzione della cultura delle piante e del verde sotto diversi aspetti e in un'ottica multidisciplinare.
Gli argomenti erano molteplici e di grande interesse, tanto che ho riempito mezzo quablock di appunti!



Gli studi di quest'anno riguardavano il periodo compreso tra l'Unità d'Italia e la Prima Guerra Mondiale.
I relatori hanno dapprima illustrato i progressi della botanica italiana di quel periodo, in conseguenza anche ai viaggi di esplorazione.
In questo contesto si è inserita la storia dei vivai Ingegnoli, raccontata da uno dei discendenti e ricca di aneddoti e curiosità.
Ho scoperto ad esempio che nel 1886 Ingegnoli importò per primo in Italia dal Giappone la pianta del kaki e che successivamente mandò in omaggio una cassetta di questi frutti a Giuseppe Verdi.
Una specifica conferenza poi è stata dedicata proprio al compositore, nel bicentenario della sua nascita,  rivelandoci il lato contadino di Verdi, 'il paesano delle Roncole', che si dedicava con passione alla coltivazione della sua tenuta di Sant'Agata nel piacentino e che ogni anno investiva i suoi guadagni acquistando campi e poderi.
E' stato dato risalto anche a personaggi meno noti ma non per questo meno importanti nel panorama della tradizione agricola.
E' il caso di Andrea Credaro, un innestatore valtellinese che ci ha lasciato un'eccezionale documentazione del suo lavoro e di un'agricoltura praticata con mente aperta, raccolta in dettagliatissimi taccuini.  
Curioso, ma non meno affascinante, lo studio riguardante piante e fiori nelle figurine pubblicitarie tra '800 e '900 che, aldilà dello scopo commerciale, hanno avuto anche un ruolo nella divulgazione naturalistica di quell'epoca.
Con l'evoluzione e i processi produttivi di alcune bevande alcooliche prodotte in Italia si è chiusa la prima parte degli studi della giornata.

Un veloce spuntino, poi ho fatto un giro per sgranchirmi le gambe nel giardino della villa

   
dove un gruppo di tartarughe oziavano diligentemente in fila su un tronco...


Nel pomeriggio si è spaziato dall'orticoltura lombarda di quell'epoca alla dagherrotipia (ancora non si parlava di fotografia) e al disegno fotogenico, cioè prodotto dal sole, a tema naturalistico.
Impossibile poi non parlare dei fiori nell'arte con il Liberty dell'architettura milanese.
Il Parco della Burcina, uno dei pochissimi esempi in Europa di parco paesaggistico, ci è stato raccontato direttamente da Guido Piacenza, presidente e curatore del parco, nonchè nipote di chi aveva creato il parco stesso.
E poi ancora le serre e i giardini d'inverno, il linguaggio dei fiori... 
Grazie all'appassionante relazione fatta da Guido Fadini, sono riuscita perfino ad apprezzare la mosaicoltura, ovvero la coltivazione multicolore delle aiuole, tipica delle amministrazioni comunali e dei giardini pubblici. 

Se siete interessati agli studi di Orticola vi segnalo  l'archivio telematico dove potete scaricare in pdf le dispense relative agli interventi del 2012 e dove, a breve, verranno inseriti anche quelli del 2013.

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