giovedì 21 marzo 2013

A proposito di orti...

Non ho mai pensato di fare un orto.
Quando ho avuto un fazzoletto di terra tutto mio ho voluto realizzare tutto quello che su un balconcino avevo solo sognato: un prato innanzitutto, qualche alberello, siepi, cespugli e fiori, tanti fiori...
Certo, le aromatiche ce le ho, ma definirle un orto è davvero troppo...
Tra l'altro non sono appassionata di cucina, i piatti che preparo sono molto, come dire...basici, quindi mi bastano un vaso di salvia e uno di basilico.
Ho potuto anche risparmiare lo spazio che avrebbe occupato il rosmarino perchè nel verde condominiale ci sono cespugli in abbondanza!
E' vero però che gli orti familiari si stanno rapidamente diffondendo, se faccio un giro del vicinato posso vederne diversi.

C'è chi pianta pomodori nelle aiuole


e chi invece esibisce un orto al posto del giardino


ma c'è anche la bella iniziativa degli orti comunali



di cui avevo già parlato tempo fa in un mio articolo  apparso su Fiori & Foglie, la rubrica di cultura verde del Tgcom.

Secondo me, la cultura del giardinaggio e della coltivazione in generale va insegnata fin da piccoli. Quando mio figlio faceva le elementari, la maestra ebbe una splendida idea: con l'aiuto dei bimbi e di qualche genitore di buona volontà aveva dato vita ad un orto/giardino della scuola che, di anno in anno si ingrandiva ma che soprattutto era una importante lezione pratica per i suoi alunni.
 
Ecco, durante quel periodo, insieme a mio figlio, avevamo coltivato i rapanelli.
In effetti non ci vuole molto, basta una cassetta di normale terriccio e una bustina di semi.
Avendo l'accortezza di seminare a scalare, magari ogni 15 giorni, si ha un 'raccolto' pressochè continuo per tutta la stagione.
E intanto i piccoli giardinieri crescono...
 

    

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