venerdì 22 marzo 2013

Giardinaggio...alla frutta!

Come vi ho già raccontato ieri, non ho mai avuto un orto ma un piccolo frutteto casalingo sì!
Infatti i primi alberi che ho piantato in giardino erano piante da frutto: un ciliegio, un albicocco, un pesco nano, tre actinidia (kiwi), un cespuglio di lamponi e fragoline di bosco.
I miei figli erano piccoli e, quando ci siamo trasferiti qui, volevo che vedessero l'alternarsi delle stagioni anche attraverso la vita di un albero, dalla gemma, al fiore, al frutto, meglio ancora se commestibile!
Non tutto però andò secondo le mie aspettative...

Il pesco nano ebbe vita breve, da subito manifestò problemi di bolla del pesco.
Dopo vari tentativi di cura, preferii eliminarlo più che altro per motivi estetici: quando lo spazio è poco, i difetti si vedono subito!

L'albicocco ebbe vita più lunga, era solo una piantina acquistata al Bricocenter, ma crebbe in fretta e mangiammo le sue albicocche per diversi anni, poi improvvisamente morì.

Con i kiwi le cose andarono decisamente meglio anche se la pianta maschio morì dopo soli due anni.
Rimasero e ci sono tuttora le due piante femmina che, oltre a ricoprire il pergolato e creare una piacevole frescura durante l'estate, ogni anno ci forniscono i kiwi che mangiamo per tutto l'inverno.

 
Qui in Brianza le Actinidia sono piante molto diffuse quindi, nonostante la prematura dipartita del maschio, le due femmine non hanno mai avuto problemi di impollinazione e io ho guadagnato spazio per un'Hydrangea paniculata e un Pittosporum tenuifolium.

Di ciliegi ne ho avuti due: il primo era diventato una pianta splendida senza mai fare però nemmeno un fiore.
Ho pazientato qualche anno ma alla fine è stato rimpiazzato da un altro ciliegio che si è dimostrato produttivo fin da subito. 
Purtroppo il ciliegio non è una pianta adatta ad un piccolo giardino, le sue radici avevano occupato tutto lo spazio a disposizione e affioravano dal prato.
Quindi, esperienza conclusa con l'eliminazione anche del ciliegio, con grande dispiacere però.








I lamponi poi  si sono rivelati subito una scelta sbagliata. Il cespuglio è orrendo, o si possiede un angolo nascosto dove crescerlo altrimenti è meglio non pensarci proprio.
Del resto in dialetto brianzolo quando si dice ruera, ossia un insieme di rovi, si intende sporcizia, disordine. Avrei potuto anche saperlo...

Le fragoline di bosco invece le avevo piantate sotto la siepe confinante con la strada.
A parte il dover controllare gli stoloni, per farli rimanere sotto la siepe e non invadere il prato, le piccole fragole e le stesse piantine erano oggetto di 'furto' da parte dei passanti.
Non era per le fragoline rubate, però i miei bambini ci rimanevano male...

Di 'commestibile' perciò rimangono ora solo i kiwi  e le bacche dell'Amelanchier, ma quest'ultimo si merita un post tutto suo e ve ne parlerò presto.
        
 Vi auguro un buon fine settimana e, se siete nei dintorni di Milano, non dimenticate Ortochic
  

Nessun commento:

Posta un commento

Vuoi lasciare un commento?
Sarò felice di leggerlo e di risponderti!